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· RADIOTERAPIA PER CATTURA NEUTRONICA
DEL BORO (BNCT) ·
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INTRODUZIONE
ALLA NCT · BORON Neutron Capture Therapy ·
Principio
fisico e procedura di funzionamento della BNCT ·
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INTRODUZIONE ALLA
NCT
La Terapia per
Cattura Neutronica è una rivoluzionaria tecnica radioterapica antitumorale,
conosciuta più semplicemente con la sigla NCT (Neutron Capture Therapy), che promette
di aprire nuovi scenari nella cura dei tumori, soprattutto delle neoplasie
più difficili da curare perché radioresistenti. Il funzionamento
su cui si basa questa metodica sfrutta principi fisici propri della Fisica
Nucleare. A differenza delle radioterapie che utilizzano varie forme di
radiazioni ionizzanti per il trattamento di malattie ad esse responsive
mediante l’azione di particelle che colpiscono il paziente dall’esterno,
nella NCT le particelle “curanti” vengono prodotte all’interno dello stesso
volume tumorale. Questo lo si ottiene somministrando per via endovenosa al
paziente in un primo tempo un farmaco contenente un particolare elemento
chimico (boro o gadolinio) mediante molecole organiche che vengono assorbite
dalle cellule tumorali. Successivamente il paziente viene sottoposto a fasci
neutronici provenienti da apposite sorgenti (reattore nucleari o acceleratori
nucleari), i quali, interagendo con l’elemento chimico specifico, danno luogo
a reazioni nucleari che generano particelle alfa con energia in grado
distruggere solo le cellule malate nelle quali vengono generate, risparmiando
invece quelle sane. Questo perché il raggio d’azione dei prodotti di fissione
coinvolge un volume molto ridotto. Il
principio base consiste nell'irraggiamento con un flusso di neutroni termici
delle cellule tumorali (o tumori solidi) precedentemente trattate con una
molecola bersaglio (generalmente un metallo con un'ampia sezione atomica di
assorbimento) in modo tale che questa venga internalizzata. I neutroni
"catturati" dall'elemento innescano una reazione nucleare che porta
alla formazione di prodotti di fissione che frammentano il DNA nucleare,
determinando così la morte delle cellule tumorali. Nella
NCT la produzione dei fasci neutronici necessita l’utilizzo di
apparecchiature molto complesse e costose. Al fine di poter agevolare la
procedura operativa della terapia stessa, sia per il paziente malato che per
lo staff medico, sono attualmente in fase di studio vari progetti per la
realizzazione di macchine con caratteristiche tecnico/dimensionali tali da
poter essere alloggiate all'interno delle normali strutture sanitarie. Boron Neutron Capture
Therapy
La
radioterapia per cattura neutronica da parte del boro, conosciuta come BNCT
(Boron Neutron Capture Therapy), si è rivelata particolarmente efficace come
possibile terapia per la cura di pazienti colpiti da gravi forme di neoplasie
multiple, come i tumori del sistema nervoso centrale e della cute. Sviluppata
inizialmente da studiosi giapponesi e statunitensi, la ricerca sulla BNCT
mira soprattutto alla cura del Glioblastoma Multiforme del cervello e del
Melanoma Metastatico maligno che, partendo dalla cute, si espande in breve
tempo in tutto il corpo, diffondendosi soprattutto nella testa. I gliomi maligni
rappresentano circa il 40 per cento dei tumori del cervello, e possono
portare al decesso di chi ne rimane colpito nel giro di pochi mesi. La
pericolosità di queste neoplasie risiede nel fatto che le cellule malate si
formano in mezzo a quelle sane, rendendo di fatto praticamente impossibile
l’asportazione delle cellule tumorali sia mediante l’intervento chirurgico,
che con la radioterapia convenzionale. Anzi quest’ultima rischia invece di
danneggiare, spesso profondamente, anche i tessuti sani. Analoghe problematiche
sono presenti nei tumori della tiroide e in quelli metastatici del fegato, il
cui trattamento convenzionale conduce alla cirrosi epatica e quindi alla
morte del paziente. Principio fisico e procedura di funzionamento della
BNCT Ciò
che contribuisce a rendere la BNCT un importante strumento di terapia è che
l'affinità chimico-biologica del boro con le cellule cancerose cerebrali lo
porta ad accumularsi con alti livelli di concentrazione nei tessuti malati:
secondo gli studi condotti, infatti, le cellule tumorali si caricano di boro
in misura almeno quattro volte superiore delle cellule sane. Nello specifico
il trattamento prevede l'utilizzo di una soluzione somministrata al paziente
per via endovenosa. La soluzione contiene un farmaco con un isotopo non
radiattivo del boro, il B10, in grado di arrivare fino a stretto
contatto con le cellule tumorali. Quando il boro raggiunge una distribuzione
di concentrazione ottimale nei tessuti malati si procede all’irraggiamento
della zona interessata con un flusso di neutroni a bassa energia,
opportunamente modulato, proveniente da una apposita sorgente. La
potenzialità della BNCT si basa proprio sulla capacità dell'isotopo di boro B10
di reagire con un fascio di neutroni e produrre particelle di elevata energia.
Durante l'irraggiamento gli atomi di boro all’interno delle cellule tumorali
subiscono il fenomeno della fissione nucleare: quando un neutrone colpisce un
atomo di boro nell’impatto il nucleo di boro si spacca sprigionando in otto
microsecondi una elevatissima energia. Il processo nucleare produce
l'emissione di due frammenti: una particella a e un nucleo di Li7. L'energia che si
sviluppa dalla reazione, di breve durata e localizzata, consente di
distruggere le cellule che si trovano nel raggio di 10 micrometri
(milionesimi di metro) dagli atomi di boro: in un tessuto biologico ciò
produce un danno all'interno di un volume molto ridotto, corrispondente a
quello di un diametro cellulare. In questo modo l’effetto letale coinvolge
praticamente soltanto le cellule tumorali, preservando invece quelle sane
circostanti. Per essere sottoposti alla cura i pazienti non devono però aver
subito né irraggiamenti né chemioterapie. Prospettive
future Le
possibilità di successo per la realizzabilità della terapia dipendono allora
dalla concentrazione di boro che si riesce ad accumulare nelle zone tumorali,
dalla produzione e dal controllo del fascio neutronico e dalla disponibilità
del farmaco borotrasportatore. La BNCT sembra quindi in grado di offrire
un'opportunità unica per la cura di neoplasie particolarmente difficili,
offrendo una terapia altamente selettiva e mirata, grazie alla continua
ricerca nel campo dell’Oncologia Sperimentale e alle tecnologie avanzate
messe a punto dall’Ingegneria Biomedica. |
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